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S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

mercoledì 7 dicembre 2016

Don Mario Ciceri: l’umiltà di un buon prete (Corona d’Avvento dei Testimoni 2016 #2)

Don Mario Ciceri circondato da alcuni
 dei seminaristi e chierici
che aveva personalmente accompagnato (fonte).
Chi è?

Mario Ciceri nacque l’8 settembre 1900 a Veduggio (oggi Veduggio con Colzano), in provincia di Monza e Brianza e diocesi di Milano; era il quarto dei sei figli di Luigi Ciceri e Colomba Vimercati.
A otto anni manifestò la propria vocazione, sostenuto dal suo parroco don Carlo Maria Colombo, e seppe superare le difficoltà economiche con un notevole profitto negli studi, che gli valse delle borse di studio. Proseguì gli studi presso il collegio Gervasoni di Valnegra e nell’ottobre 1912 entrò nel Seminario minore, all’epoca nella sede di Seveso. In II Liceo fu inviato al Collegio Rotondi di Gorla Minore, come prefetto dei seminaristi più giovani, anche in modo di mantenersi agli studi. Infine frequentò il corso teologico nella sede di corso Venezia a Milano e venne ordinato sacerdote il 14 giugno 1924, nel Duomo di Milano.
Ebbe come prima destinazione la parrocchia di Sant’Antonino, nella frazione di Brentana di Sulbiate, come assistente dell’oratorio. Non solo i ragazzi e i giovani furono oggetto della sua azione pastorale, ma anche gli ammalati, gli ex carcerati e i soldati al fronte.
Il 9 febbraio 1945, mentre tornava in bicicletta da Verderio, dove aveva aiutato il parroco nelle confessioni, venne investito da un calesse. Mentre i suoi parrocchiani, specie i giovani, pregavano ed erano disposti perfino a donare il sangue per salvarlo, lui offriva la sua vita per la fine della seconda guerra mondiale e il ritorno a casa dei soldati. Morì quindi due mesi dopo l’incidente, il 4 aprile.
La sua fase diocesana si è svolta a Milano dal 13 settembre 2003 al 14 giugno 2004 ed è stata convalidata il 30 settembre 2005. La sua “Positio super virtutibus” è stata trasmessa nel 2008, anno in cui, il 5 dicembre 2008, è stata convalidata l’inchiesta su un presunto miracolo ottenuto per sua intercessione. Il 1° dicembre 2016 è stato promulgato il decreto che lo dichiarava Venerabile. La sua tomba si trova nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino a Sulbiate, presso l’altare della Madonna.

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giovedì 1 dicembre 2016

Charles de Foucauld: la fiducia nel deserto (Corona d'Avvento dei Testimoni 2016 #1)



Fonte
Chi è?

Charles-Eugène de Foucauld nacque a Strasburgo in Alsazia il 15 settembre 1858, secondogenito di Édouard de Foucauld, visconte di Pontbriand e sovrintendente alle foreste dell’Alsazia, e di Elisabeth de Morlet. Rimasto orfano di entrambi i genitori all’età di sei anni, venne accolto dal nonno Charles de Morlet insieme alla sorella minore Marie e con loro si trasferì, in seguito all’annessione dell’Alsazia alla Germania, a Nancy.
Gradualmente, a partire dal 1874, perse la fede. Intraprese la carriera militare come sottotenente, radiato una prima volta per motivi disciplinari e in seguito reintegrato. In seguito si congedò volontariamente, per unirsi agli esploratori che stavano cominciando a perlustrare il territorio del Marocco. L’impatto con la cultura del luogo e con la preghiera dei musulmani lo scosse profondamente, ma alla fine comprese di doversi riaccostare alla fede cattolica.
Così, sul finire dell’ottobre 1886, andò nella chiesa di Sant’Agostino a Parigi per ricevere un’istruzione religiosa dall’abbé Henri Huvelin, direttore spirituale della cugina: si sentì invece rispondere che doveva confessarsi e ricevere la Comunione. Da quel momento comprese che non poteva che vivere per Dio solo.
Partì dunque per la Terra Santa nel novembre 1888: a segnarlo particolarmente fu la visita a Nazareth, il luogo della vita nascosta di Gesù. Per imitarlo meglio, scelse di entrare nei Trappisti, presso l’abbazia di Nostra Signora delle Nevi: pronunciò i voti semplici nel 1892, col nome di fra Maria Alberico, dopo essersi trasferito nella filiale di Akbès, in Siria.
Il suo desiderio di radicalità lo spinse a progettare un ordine ancora più povero, ma i suoi superiori lo inviarono a Roma per proseguire gli studi teologici. Alla fine, però, gli fu concessa la dispensa dai voti. Dopo un periodo a Nazareth, come ortolano delle monache Clarisse, Charles divenne quindi sacerdote della diocesi di Viviers il 9 giugno 1901, lasciato libero di vivere il ministero nella forma che preferisse.
Si stabilì poi a Beni-Abbès, al confine tra Algeria e Marocco, dove fratel Carlo di Gesù, come si faceva chiamare cercò di opporsi al fenomeno dello schiavismo. Nel 1905 si trasferì a Tamanrasset, nello Hoggar, regione abitata dai nomadi tuareg. Il 1° dicembre 1916 fu sorpreso da un attacco di predoni, durante il quale, forse accidentalmente, venne ucciso con un colpo di fucile.
La sua fama di santità condusse all’apertura del processo di beatificazione per indagare l’eroicità delle sue virtù, cominciato nel 1927 in fase diocesana. Tra interruzioni e riprese, si arrivò al 24 aprile 2001, quando san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che lo dichiarava Venerabile. È stato beatificato a Roma, nella basilica di San Pietro, il 13 novembre 2005, insieme a madre Maria Pia Mastena e madre Maria Crocifissa Curcio. 
La sua memoria liturgica cade il 1° dicembre, mentre la sua tomba si trova nel cimitero francese di El Golea in Algeria. 

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venerdì 25 novembre 2016

Io c’ero # 16 - A Milano, per la chiusura del processo di Carlo Acutis


Il notaio però nel verbale ha detto
che sono state 65 sessioni,
comprese quelle storiche.

Già lo scorso anno ho parlato del Servo di Dio Carlo Acutis, che mi sembra essere – ma accetto smentite – il più giovane candidato agli altari della diocesi di Milano. Avevo inizialmente pensato di rimandare al 2016 la pubblicazione, sia per il venticinquesimo anniversario della nascita, sia per il decimo della morte, ma il post era già in bozza da parecchio e non volevo più rimandare la pubblicazione.
Proprio il 12 ottobre, su Avvenire online, ho appreso che la fase diocesana del suo processo di beatificazione era sul punto di concludersi, notizia che mi è stata confermata in seguito, con la data precisa: ieri, 24 novembre. Quando ho guardato il messalino dei fedeli in chiesa da me, mi sono ricordata che quello è anche il giorno in cui la mia Chiesa locale ricorda (o meglio, dovrebbe ricordare) la Beata Maria Anna Sala, delle Suore Marcelline. Carlo fu loro allievo alle elementari e alle medie e mi piace pensare che le suore gliene abbiano parlato.
Insomma, come già mi era accaduto per fra Jean Thierry di Gesù Bambino e della Passione, mi sono sentita spinta a partecipare all’ultima sessione, aperta al pubblico, del processo, nella sede della Curia arcivescovile di Milano.

sabato 19 novembre 2016

Cardinal Renato Corti: segno del Regno e fedeltà alla Chiesa


L'allora monsignor Corti a Beura (VB),
in una foto del 1996

Chi è?

Renato Corti è nato a Galbiate, in provincia di Como e diocesi di Milano, il 1° marzo 1936. Ha compiuto la sua formazione nei seminari milanesi, immediatamente dopo le scuole elementari. È stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1959 da monsignor Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, poi papa Paolo VI.
Il suo primo incarico è stato quello di assistente dell’oratorio a Caronno Pertusella, lasciato nel 1967 per diventare direttore spirituale del collegio arcivescovile di Gorla; ha rivestito lo stesso incarico dal 1969 presso la sede di Saronno del Seminario ambrosiano. Dal 1977 al 1980 è stato Rettore del Biennio teologico.
Scelto dal cardinal Carlo Maria Martini come Vicario generale della diocesi di Milano nel novembre 1980, è stato nominato vescovo ausiliare il 30 aprile 1981. Ha ricevuto la consacrazione vescovile il 6 giugno dello stesso anno. È stato anche presidente della commissione CEI per il clero.
Il 19 dicembre 1990 è stato nominato vescovo titolare di Novara, succedendo a monsignor Aldo Del Monte e compiendo il suo ingresso solenne il 3 marzo 1991. Dopo oltre vent’anni, il 24 novembre 2011, ha rassegnato le dimissioni per raggiunti limiti di età, accettate da papa Benedetto XVI.
È stato creato cardinale da papa Francesco nel Concistoro Ordinario Pubblico del 19 novembre 2011, col titolo di San Giovanni a Porta Latina. Da quando ha lasciato Novara risiede presso il centro di spiritualità dei Padri Oblati Missionari a Rho.

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sabato 12 novembre 2016

Fratel Ettore Boschini: preghiera e carità per quelli che nessuno vuole


Fratel Ettore e un suo amico in uno scatto del 1985 (fonte)

Chi è?

Ettore Boschini nacque il 25 marzo 1928 a Belvedere di Roverbella, in provincia di Mantova. Figlio di contadini ridotti in miseria dalla carestia, già a dieci anni faceva il garzone nelle cascine e lavorava a giornata.
Coinvolto nei vizi dei suoi compagni di lavoro, ricevette il dono della conversione recandosi in pellegrinaggio al santuario della Madonna della Corona, a fine guerra. Entrò nell’Ordine dei Ministri degli Infermi o Camilliani il 6 gennaio 1952 e compì la professione religiosa come fratello laico il 2 ottobre 1953.
Per 25 anni operò in ospedale, ma a causa di un crollo psico-fisico mentre si trovava a Dimaro, venne inviato a Milano, alla clinica San Camillo. Nei ritagli di tempo andava a visitare i senzatetto che vivevano nei pressi della Stazione Centrale: li scelse come sua propria famiglia a partire dalla notte di Natale del 1977, quando donò le sue calze e le scarpe a un uomo dai piedi congelati.
Tenace e fiducioso nella Provvidenza, divenne famoso per le sue manifestazioni di preghiera, con l’inseparabile statua della Madonna di Fatima in braccio o sul tetto della sua automobile. Intanto si moltiplicavano mense, dispensari e opere di prima accoglienza.
Malato di leucemia, morì il 20 agosto 2004 a Milano. È sepolto nella chiesa di Casa Betania delle Beatitudini a Seveso, casa madre della sua Opera. La diocesi di Milano, nel 2013, ha iniziato i primi passi per il suo processo di beatificazione.

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lunedì 7 novembre 2016

I lati positivi del cardinal Angelo Scola (Le 5 cose più # 8)




Un momento di riflessione
durante la visita pastorale
al Decanato Navigli
(foto di Luca Maiocchi)

Oggi il cardinal Angelo Scola, attuale arcivescovo di Milano, ha compiuto 75 anni: è infatti nato il 7 novembre 1941. Ho pensato bene al modo giusto per festeggiarlo anche qui, dato che è anche il mio arcivescovo, cercando però di non essere troppo servile.
Mi è venuta in aiuto una frase dell’Introduzione alla vita devota o Filotea di san Francesco di Sales, che lo stesso Cardinale ha suggerito ai giornalisti, nel suo primo incontro con loro una volta arrivato a Milano. Scrive il fondatore della Visitazione (Filotea, parte III, capitolo XXVII):
Bisogna agire sempre in questo modo, Filotea, interpretando sempre in favore del prossimo; e se un’azione avesse cento aspetti, tu ferma sempre la sua attenzione al più bello.
Per questo motivo ho provato a trovare almeno cinque lati positivi del suo operato e della sua persona. È servito anzitutto a me, che nel 2011 avevo un sacco di pregiudizi contro di lui, ma penso che farà bene a quanti continuano ad averli.

sabato 5 novembre 2016

Monsignor Vincenzo Prennushi e 37 compagni: dalla croce fiorisce il coraggio




Dipinto ufficiale della beatificazione (fonte)


Chi sono?

Due vescovi, 21 sacerdoti diocesani, 7 sacerdoti francescani, 3 gesuiti (due sacerdoti e un fratello coadiutore), un seminarista e quattro laici (compresa un’aspirante religiosa) sono una minima parte dei tanti cattolici uccisi per fucilazione o morti in seguito alle torture negli anni dal 1944 al 1991, quando in Albania deteneva il potere il partito comunista guidato da Enver Hoxha.
A capeggiarli, monsignor Vinçenc (al secolo Kolë) Prennushi, vescovo di Durazzo, che fu contattato da Hoxha per diventare il capo di una Chiesa nazionale albanese. Rifiutò e venne messo in prigione, perché preferì restare fedele al Papa. Morì nel carcere di Durazzo il 19 marzo 1949, segnato dalle torture e dalle privazioni.
La fase diocesana del loro processo di beatificazione si è svolta per tutti a Scutari, anche se il gruppo comprendeva candidati agli altari provenienti da altre diocesi albanesi: è durata dal 10 novembre 2002 all’8 dicembre 2010. Nel luglio 2015 è stata consegnata alla Congregazione delle Cause dei Santi la loro “positio super martyrio”. Il 17 novembre seguente, i consultori teologi si sono pronunciati favorevolmente sull’effettiva morte in odio alla fede dei 38 candidati. Infine, il 26 aprile 2016, è stata autorizzata la promulgazione del decreto che li dichiarava ufficialmente martiri. Sono stati beatificati il 5 novembre 2016 nella cattedrale di Santo Stefano a Scutari.
I resti mortali di pochi di essi sono stati recuperati: molti, invece, sono stati profanati e dispersi, o seppelliti in fosse comuni.

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