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venerdì 19 maggio 2017

Cardinal Giovanni Colombo: una guida per tempi difficili


Fonte

Chi è?

Giovanni Colombo (nome completo Giovanni Umberto) nacque a Caronno Milanese, oggi Caronno Pertusella, il 6 dicembre 1902, da Enrico Colombo e Luigia Millefanti; era il penultimo dei loro sette figli. Dopo le scuole elementari in paese, entrò nel Seminario della diocesi di Milano il 14 ottobre 1914. Fu ordinato sacerdote dal cardinal Eugenio Tosi, arcivescovo di Milano,il 29 maggio 1926.
Nell’ottobre dello stesso anno iniziò la sua attività di docente nelle varie sedi del Seminario milanese, precisamente di materie letterarie. Nel 1932 si laureò in Lettere all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove insegnò, dal 1937 al 1939, Lingua e Letteratura italiana dapprima alla facoltà di Magistero, poi in quella di Lettere e Filosofia.
Il 2 agosto 1939 fu nominato Rettore del Liceo del Seminario, a Venegono Inferiore, ma il 23 luglio 1953 passò a diventare Rettore Maggiore dei Seminari milanesi. Il 25 ottobre 1960 viene nominato vescovo ausiliare di Milano dal Papa san Giovanni XXIII: la consacrazione episcopale venne celebrata il 7 dicembre seguente.
Il 14 agosto 1963 venne resa ufficiale la sua nomina ad Arcivescovo di Milano, successore di Giovanni Battista Montini, da poco diventato papa Paolo VI: prese possesso della diocesi il 14 settembre successivo. Il 22 febbraio 1965 venne creato Cardinale, col titolo di San Silvestro ai Monti.
Rimase sulla cattedra di sant’Ambrogio fino al 29 dicembre 1979, quando annunciò che il Papa san Giovanni Paolo II aveva accolto le sue dimissioni per limiti d’età raggiunti. Dal gennaio 1980 fino alla morte, avvenuta il 20 maggio 1992, visse nell’ex Seminario di Corso Venezia 11. La sua tomba si trova nel Duomo di Milano, presso l’altare della “Virgo Potens”.

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martedì 16 maggio 2017

Gemma Galgani, folle d'amore e di Passione

Santa Gemma a circa 22 anni (fonte)

Chi è?

Gemma (al Battesimo Gemma Maria Umberta Pia) Galgani nacque a Camigliano (Lucca) il 12 marzo 1878, quinta degli otto figli di Enrico Galgani, farmacista, e Aurelia Landi. Nel 1896 rimase orfana di madre. Studiò all'Istituto Santa Zita di Lucca, città si era trasferita già prima della morte della madre, ma dovette interrompere gli studi per badare ai fratelli e aiutare in casa.
Alla morte del padre, nel 1897, la famiglia ebbe un tracollo economico. Per qualche mese, Gemma andò a vivere a Camaiore da alcuni zii, ma rientrò a Lucca per sfuggire a due proposte di matrimonio: intendeva infatti consacrarsi al Signore. Tuttavia, ogni suo tentativo fu respinto, in quanto priva di dote. In più, si era ammalata del morbo di Pott, da cui guarì inspiegabilmente dopo circa tre mesi di malattia.
Per interessamento di un' amica e di monsignor Giovanni Volpi, vescovo ausiliare di Lucca e suo confessore, fu accolta in casa della famiglia Giannini, già molto numerosa. Dal settembre 1900 visse stabilmente con loro, condividendo ogni aspetto della loro vita familiare, vacanze incluse.
Ma già da qualche tempo Gemma era oggetto di fenomeni singolari: l'8 giugno 1899 aveva ricevuto le stimmate. Monsignor Volpi, allora, chiese aiuto a padre Germano Ruoppolo, Passionista, per discernere in maniera adeguata ciò che accadeva alla sua penitente, la quale si sottoponeva interamente alle loro indicazioni.
Il 21 settembre 1902, la giovane ebbe i primi sintomi della tubercolosi. Per evitare di contagiare i Giannini, fu portata in un altro appartamento, dove morì l'11 aprile 1903. Beatificata il 14 marzo 1933, è stata canonizzata il 2 maggio 1940, prima santa vissuta nel XX secolo (nonché prima stimmatizzata) canonizzata nell’arco dello stesso secolo.
I suoi resti mortali sono venerati sotto l'altare maggiore della Chiesa del Monatero-Santuario a lei dedicato a Lucca. Il Martirologio Romano la ricorda nel giorno della sua nascita al Cielo, ma la sua memoria liturgica cade il 16 maggio ed è vissuta con particolare solennità nella Famiglia Passionista e nella diocesi di Lucca.

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sabato 13 maggio 2017

I veggenti di Fatima – Tre immagini di Cristo col cuore di Maria (Cammini di santità 10)

La foto più famosa dei Pastorelli: da sinistra, Lucia, Francesco e Giacinta (fonte)
Quando il direttore di Sacro Cuore VIVERE mi ha indicato che, per il numero di giugno, avrei dovuto occuparmi dei tre pastorelli di Fatima, nel centenario delle apparizioni mariane in quel luogo, mi sono domandata quale chiave di lettura potessi trovare. Penso proprio che la Madonna mi sia venuta incontro, facendomi scoprire, tra le ultime uscite librarie, Fatima – Profezia e teologia, di don Franco Manzi.
Mi sento quindi estremamente debitrice delle intuizioni teologiche di quell’autore (segnalo una sua intervista a riguardo), che ho ampiamente adoperato per l’articolo. Come dicevo, uscirà il mese prossimo, ma sento di doverlo anticipare qui oggi, per unirmi al rendimento di grazie che sale da tutta la Chiesa per il dono costituito dagli eventi e dal messaggio di Fatima.

domenica 7 maggio 2017

Madre Maria Nazarena Majone: un cuore materno per le vocazioni


Madre Nazarena in una foto autentica, che la ritrae con l'orfanella Annuzza (fonte)

Chi è?

Maria Majone nacque a Graniti, in provincia di Messina, sesta e ultima dei figli di Bruno Majone  e Marta Falcone, contadini. Rimasta orfana di padre a undici anni, aiutò la famiglia lavorando, poi siscrisse alla Pia Unione delle Figlie di Maria del suo paese. Ventenne, incontrò due suore inviate dal canonico Annibale Maria Di Francia, appartenenti alle Poverelle del Cuore di Gesù da lui fondate, e si sentì chiamata a seguirle. Nell'ottobre 1889 giunse a Messina, nel quartiere periferico di Avignone, dedicandosi ai poveri e agli orfani, oltre che a lavorare e pregare per le vocazioni. Il 18 marzo 1892 professò i voti religiosi, cambiando il nome in suor Maria Nazarena della SS.ma Vergine.
Il 5 agosto 1896 venne eletta direttrice dell'orfanotrofio situato nellex monastero dello Spirito Santo a Messina. Due anni dopo, divenne superiora generale dell'istituto delle Poverelle, che dopo l'approvazione del vescovo di Messina cambiarono nome in Figlie del Divino Zelo.
Madre Nazarena fu fedele collaboratrice del canonico Di Francia, condividendo le sue preoccupazioni per l'espansione della congregazione femminile e di quella maschile, i Rogazionisti del Cuore di Gesù. Fu superiora generale per oltre quarant'anni, fino al 1928. Morì a Roma, per le complicazioni causate dal diabete, il 25 gennaio 1939. La fase diocesana del suo processo di beatificazione si è svolta nel Vicariato di Roma dall8 gennaio 1992 al 2 giugno 1993. è stata dichiarata Venerabile col decreto promulgato il 20 dicembre 2003.
I suoi resti mortali riposano dall11 maggio 1992 nella chiesa dello Spirito Santo, compresa nella Casa madre delle Figlie del Divino Zelo. 

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sabato 29 aprile 2017

Padre Mario Borzaga: in Gesù Crocifisso, la vera felicità

Chi è?

Mario Borzaga nacque a Trento il 27 agosto 1932, da Costante Borzaga e Ida Conci. Il 17 ottobre 1943 entrò nel Seminario diocesano di Trento, sfollato a Drena per la seconda guerra mondiale. Terminato il liceo, rimase affascinato dalle letture delle riviste missionarie e dalla testimonianza di un missionario, venuto nel Seminario di Trento per una conferenza: entrò quindi tra i Missionari Oblati di Maria Immacolata nel novembre 1952, professando i primi voti l’anno seguente.
Completò gli studi teologici a San Giorgio Canavese e, il 21 novembre 1956, emise i voti perpetui. Ordinato sacerdote il 24 febbraio 1957, si mise subito a disposizione per la missione: non in Alaska, come inizialmente sognava, ma in Laos. Il 31 ottobre salpò da Napoli insieme agli altri sei confratelli: con i suoi venticinque anni, era il più giovane del gruppo. Affrontò numerose difficoltà, sia fisiche sia interiori, che traspaiono dalla sua corrispondenza e dal suo diario personale.
Destinato al villaggio di Kiukatiam, conobbe un giovane catechista, Paolo Thoj Xyooj, che l’affiancò in numerosi viaggi missionari. Il 25 aprile 1960 entrambi partirono per i villaggi del nord del Laos, dove la loro presenza era stata richiesta. Fu un viaggio senza ritorno: due anni dopo, furono dati per dispersi. Indagini successive hanno portato a scoprire che erano stati uccisi insieme da un gruppo di guerriglieri del gruppo Pathet Lao, filocomunista; Paolo non aveva voluto separarsi dal missionario.
Il processo ordinario si è celebrato a Trento per entrambi dal 7 ottobre 2006 al 17 ottobre 2008.  Sono stati beatificati l’11 dicembre 2016 a Vientiane, in Laos, insieme ad altri quindici martiri, sacerdoti Missionari Oblati di Maria Immacolata e dell’Istituto delle Missioni Estere di Parigi, laici e un sacerdote diocesano. I loro corpi non sono mai stati ritrovati.

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