Avviso

In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

lunedì 9 aprile 2018

Litanie dalla «Gaudete et exsultate»


Dalla mia collezione di santini, immagini di personaggi menzionati nella Gaudete et exsultate (quanti ne riconoscete?)
L’Esortazione apostolica Gaudete et exsultate sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo non mi ha colta del tutto alla sprovvista. Come immaginavo, pur essendo concentrata sul presente, l’esposizione del documento non ha potuto fare a meno di menzionare molti nomi di Santi e Sante, di Beati e di Beate, soli o in gruppo.
Sono quindi convinta di non aver compiuto un arido esercizio di stile, nel selezionare i nomi di questi personaggi e di averli ordinati in base ai criteri delle Litanie dei Santi ufficiali, un po’ come avevo fatto nelle “Litanie dei Santi e dei Beati al cinema e in TV”. Le loro storie, come continuo a ripetere senza stancarmi, sono anche le nostre storie e devono spronarci a fare del nostro meglio per incarnare il Vangelo in questa nostra epoca, senza fughe in avanti o rimpianti per un passato che pare glorioso.
Prima della lista, cui seguono alcune invocazioni litaniche da me composte e ispirate ad altri passi dello stesso documento, alcune curiosità. I Santi uomini menzionati più volte nel corso del testo sono san Giovanni Paolo II e san Giovanni della Croce (quattro volte ciascuno), seguiti da sant’Agostino d’Ippona e da sant’Ignazio di Loyola (tre volte, ma il fondatore dei Gesuiti è citato anche nell’ultima nota). Seguono san Francesco d’Assisi, san Bonaventura da Bagnoregio e san Vincenzo de' Paoli (due volte). Le Sante donne più menzionate, due volte a testa, sono tre e tutte di nome Teresa: santa Teresa d’Avila, santa Teresa di Lisieux e santa Teresa di Calcutta. Ovviamente, se mi sbaglio, mi corigerete (santa cit.)!
Nel documento si parla di CIT GESUITI E COMPAGNI, ma in realtà erano in tre; l'alto, padre Juan del Castillo, fu ucciso due giorni dopo i confratelli. L'ho inserito per completezza.
Non ho inserito il Venerabile François-Xavier Nguyên Van Thuân perché non è ancora Beato, ma ho invece messo i martiri di Tibhirine perché il loro martirio è stato accertato. Una volta beatificati, toglierò le parentesi quadre attorno al loro nome. San Pietro apostolo non è menzionato per nome, come neanche san Timoteo, ma sono citate le lettere apostoliche che a loro si riferiscono. Ammetto che mi è un po’ dispiaciuto non vedere nemmeno una coppia di sposi citata espressamente nel paragrafo sulla santità comunitaria: per questo li ho inseriti in maniera generica anche io.
Infine, a ogni nome, riportato in forma italianizzata, ho collegato la relativa scheda biografica sull’Enciclopedia dei Santi, Beati e Testimoni, così da rendere più noti quelli altrimenti sconosciuti, come le sette Beate religiose del primo monastero della Visitazione di Madrid. Siete liberi di usare questo testo come volete, purché citiate la fonte, per favore.

domenica 8 aprile 2018

Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi: sguardi verso il cielo dal tetto coniugale

Limmagine più famosa dei coniugi Beltrame Quattrocchi, in vacanza sulle Dolomiti (fonte)
Chi sono?

Luigi Beltrame nacque a Catania il 12 gennaio 1880, secondo di quattro figli. Verso il 1889 andò a vivere dagli zii Luigi e Stefania Quattrocchi, che non potevano avere bambini: in seguito, aggiunse il loro cognome a quello di nascita. Insieme agli zii, nel 1890, si trasferì a Roma, dove frequentò il liceo classico e la facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza.
Maria Luisa Corsini venne invece alla luce a Firenze il 24 giugno 1884; era figlia unica. Dato che suo padre era ufficiale nel Regio Esercito, dovette trasferirsi spesso, fino ad arrivare, nel 1893, a Roma. Frequentò gli studi superiori presso l’Istituto Femminile di Commercio per Direttrici e Contabili, ma fu sempre affascinata dalla letteratura e dalle lingue straniere.
Si conobbero nel 1901, a un anno dalla laurea di Luigi. Il loro fidanzamento fu ufficializzato il 30 marzo 1905: quindici giorni prima, dopo quattro anni di frequentazione, lui le aveva confessato il suo amore. Si sposarono il 25 novembre dello stesso anno, nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Ebbero quattro figli: Filippo, Stefania, Cesare ed Enrichetta. I due figli maschi divennero sacerdoti, la seconda si fece monaca benedettina, mentre l’ultima divenne laica consacrata.
Luigi lavorò a lungo nell’Avvocatura dello Stato, fino al 1946. Al di fuori del lavoro, collaborò con l’Associazione Scoutistica Cattolica Italiana e, nel dopoguerra, sostenne la fondazione dei Comitati Civici per la Democrazia Cristiana. Da tempo malato di cuore, morì il 9 novembre 1951.
Maria si prese cura dei figli e fu impegnata in varie realtà: l’Azione Cattolica Femminile, l’Unitalsi (insieme al marito), Rinascita Cristiana; fu anche, dal 1917, Terziaria francescana. Lasciò numerose opere e articoli in cui trasfuse la sua esperienza di madre e di educatrice. Morì anche lei per un infarto, il 26 agosto 1965.
Le cause di beatificazione di Luigi e Maria furono aperte separatamente, con due differenti “Positiones”. Sono stati beatificati insieme, dal Papa san Giovanni Paolo II, il 21 ottobre 2001; erano i primi sposi oggetto di una beatificazione come coppia*. I loro resti mortali, dal 28 ottobre 2001, sono venerati nella cripta del Santuario della Madonna del Divino Amore. La loro memoria liturgica, per il Vicariato di Roma, cade il 25 novembre, anniversario del loro matrimonio.

* Di fatto, tra i martiri giapponesi beatificati prima del 2001 ci sono molte coppie di sposi, ma erano incluse in gruppi più numerosi.

Cosa c’entrano con me?

sabato 31 marzo 2018

Bufale di Chiesa #2: la Diocesi di Milano e il reddito di cittadinanza


Il volantino che ho subito tolto da sotto casa mia (fate click per ingrandire)
Stamattina sono uscita di casa per andare a compiere il giro delle sette chiese, come faccio sempre il Sabato Santo. Proprio sul portone del mio condominio, ho visto incollato il volantino che ho ripreso sopra. L’ho letto con attenzione: senza neanche arrivare a metà lettura ,ho intuito che non era un avviso serio, bensì un vero e proprio Pesce d’Aprile.

domenica 25 marzo 2018

In giro per le sette chiese


L’altare della reposizione
della mia parrocchia,
lo scorso anno
C’è un’usanza, tra quelle della Settimana Santa che inizia proprio oggi, che mi è particolarmente cara. È quella del “giro delle sette chiese”, le cui radici affondano nel Giubileo del 1300. A partire da metà del 1500, però, ha avuto il carattere di alternativa al Carnevale, grazie all’apporto di san Filippo Neri.

Un po’ di storia

lunedì 19 marzo 2018

Madre Giuseppina Bakhita, libera figlia di un Dio crocifisso


Chi è?

Nacque a Olgossa, nella regione del Darfur in Sudan, intorno al 1869. Con lei venne alla luce una sorella gemella. La sua famiglia era composta dal padre, dalla madre, da tre fratelli e altrettante sorelle; quattro altri figli erano morti prima che lei nascesse. A circa sette anni fu rapita e venduta a un mercante di schiavi. Le venne imposto il soprannome di Bakhita, che in arabo significa “Fortunata”.
Dopo un tentativo di fuga, fu venduta a un altro mercante, che la portò a El Obeid, popolosa città del Sudan. Con un’altra schiava, fu comprata prima da un ricco arabo, poi da un generale turco. Nel 1882, mentre si trovava a Khartoum a seguito del generale e della sua famiglia, fu notata da Calisto Legnani, agente consolare, che la volle acquistare.
Tre anni dopo, Bakhita arrivò in Italia. Legnani la cedette all’amico Augusto Michieli: da allora e per i tre anni seguenti, fece da bambinaia alla figlia dell’uomo e di sua moglie Maria Turina, Alice, detta Mimmina. L’amministratore dei beni dei Michieli, Illuminato Checchini, fece in modo che venisse ammessa insieme a Mimmina nell’Istituto dei Catecumeni a Venezia, retto dalle Figlie della Carità Canossiane, per avere una solida formazione religiosa.
Il 29 novembre 1889 Bakhita fu dichiarata legalmente libera. Il 9 gennaio 1890 ricevette i Sacramenti dell’iniziazione cristiana: fu battezzata coi nomi di Giuseppina Margherita Fortunata. Dopo aver palesato alle Canossiane il desiderio di volersi consacrare a Dio nella loro congregazione, Giuseppina cominciò la formazione alla vita religiosa: professò i voti perpetui il 10 agosto 1927. Trascorse il resto della sua vita, salvo dal 1937 al 1939, nella casa canossiana di Schio, svolgendo i compiti di sacrestana, cuciniera e portinaia.
Morì per una malattia polmonare, complicata da scompensi cardiocircolatori, alle 20.10 dell’8 febbraio 1947; aveva circa 78 anni. Beatificata dal Papa san Giovanni Paolo II il 17 maggio 1992, è stata canonizzata dallo stesso Pontefice il 1° ottobre 2000. I suoi resti mortali sono venerati nella chiesa dell’Istituto Canossiano di Schio, esposti in un’urna sotto l’altare maggiore.
La sua memoria liturgica cade l’8 febbraio (tranne che nella diocesi di Milano, in cui, per evitare la coincidenza con quella di san Girolamo Emiliani, è spostata al giorno successivo), anniversario della sua nascita al Cielo. Non a caso, nello stesso giorno, dal 2014, ricorre anche la Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone.

Cosa c’entra con me?

sabato 17 febbraio 2018

La biblioteca di Testimoniando #17: “Corso intensivo d’amore – Via Crucis dei giovani”


L’ultimo post prima della mia tradizionale pausa quaresimale (perché il Rito Ambrosiano in Quaresima non fa memoria di nessun santo se non il 19 e il 25 marzo) avrebbe dovuto essere la seconda puntata della rubrica “Santi da giovani”. Tuttavia, non sono riuscita a produrla per tempo; vorrà dire che ad aprile pubblicherò due puntate anziché una.
In compenso, recensisco una Via Crucis che ho trovato decisamente congeniale allo scopo per cui ho aperto questo blog. Ho visto almeno tre schemi pubblicati quest’anno che mettono a tema i giovani, in maniera diversa e originale, in vista del Sinodo 2018. Parlo di questo perché, come le mie due Vie Crucis dei giovani preti e seminaristi “in cielo” che ho pubblicato in proprio lo scorso anno, collegano un o una Testimone in fama di santità al tema presentato in ciascuna stazione.

In sintesi

La tradizionale pratica della Via Crucis viene riletta dall’autore come il modo attraverso il quale i credenti seguono il percorso con cui Gesù ha pienamente dato la vita per amore. Per questo la definisce “corso intensivo d’amore”: perché molti, nella storia della Chiesa, l’hanno seguita per imparare ad amare fino alla fine.

lunedì 5 febbraio 2018

CineTestimoniando #7: «Cruxman»


Cruxman, Italia 2018, Filippo Grilli, GPG Film, 122’

Ogni volta che so dell’uscita di un nuovo lavoro della GPG Film, casa indipendente di produzione cinematografica con base a Lissone, sono presa da sentimenti contrastanti. Da una parte, sono presa dalla speranza di vedere uno spettacolo con valori positivi, gli stessi in cui credo. Dall’altra, sono colta dal timore che regista e produttore possano essersi spinti troppo oltre le loro possibilità.
Così, quando ho visto il trailer del nuovo film, Cruxman, ho esclamato: «Ma cos’è: Lo chiamavano Jeeg Robot che incontra Don Matteo, anzi, Don Matteo Begins?». Una visione diretta mi ha parzialmente confermata in quest’aspettativa, ma ne ha smontate molte altre.

La trama in breve

Don Giuseppe Falco, detto Beppe (Luigi Vitale) è un sacerdote appena ordinato. Viene mandato dal suo vescovo (Claudio Aloise) nel paese d’origine di quest’ultimo, come viceparroco. Non molto dopo il suo arrivo, inizia a fare la sua comparsa un giustiziere in felpa rossa, poi con una tuta del medesimo colore su cui campeggia una grossa croce nera. Questo personaggio interviene contro i vari atti illeciti che si ripetono in città, a più riprese.
Mentre una giornalista del quotidiano locale (Stefania Zampieri) e le televisioni si occupano del caso, tutti cominciano a chiedersi chi sia questa sorta di supereroe, cui viene attribuito il nome di Cruxman.