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S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

mercoledì 20 settembre 2017

Tre domande a... Martino Vergnaghi: quando l’esperienza di fede si fa musica

L'organo della parrocchia di Martino: immagino che i suoi canti saranno stati suonati anche qui

Chi è?

Martino Vergnaghi ha 31 anni e vive a Milano. Per conto di un’azienda, cura progetti di accoglienza per studenti provenienti dall’estero. Praticamente da sempre frequenta la parrocchia di Sant’Antonio Maria Zaccaria (in sigla, SAMZ) a Milano.
Compone canti religiosi per ragazzi e giovani, che spesso sono rientrati nelle raccolte curate dalla Fondazione Oratori Milanesi (FOM): ha infatti alle spalle quattro anni di studio di pianoforte e altrettanti di solfeggio.
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giovedì 31 agosto 2017

CineTestimoniando #6: «vedete, sono uno di voi»

vedete, sono uno di voi, Italia 2016, Ermanno Olmi, Istituto Luce Cinecittà, Rai Cinema, 76’.

Sono trascorsi cinque anni dalla morte del cardinal Carlo Maria Martini, già arcivescovo di Milano. Tra le numerose iniziative per ricordarlo, che in questo periodo non sono mai mancate, un film-documentario firmato da un notissimo regista italiano, che non ha mancato di dare la sua personale interpretazione della vita del Cardinale, con l’aiuto di un suo estimatore e biografo.

martedì 29 agosto 2017

Angelica Tiraboschi: il sorriso, la forza, la fede


Chi è?

Angelica Tiraboschi è nata il 22 novembre 1995 a Treviglio, in provincia di Bergamo e diocesi di Milano, primogenita di Marcello Tiraboschi e Romina Palazzi. Membro del Rinnovamento nello Spirito Santo, ha imparato presto come coniugare l’impegno credente e la propria vita di ragazza fatta di scuola, impegni e uscite con le amiche.
Nel giugno 2014, durante il suo servizio al Centro Ricreativo Estivo di Canonica d’Adda, iniziò ad avvertire dolori al seno: erano le avvisaglie di un carcinoma infiltrante di grado g3. Per non destare preoccupazione, scelse di non dire niente a nessuno, se non ai suoi conoscenti più intimi. Affrontò quindi le terapie all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO), sostenuta da chi le voleva bene, mentre cercava lei stessa di comunicare speranza agli altri malati.
È morta il 29 agosto 2015, nella sua stanza d’ospedale allo IEO; le mancavano tre mesi per compiere vent’anni. La sua tomba si trova nel cimitero di Pontirolo Nuovo, la cittadina dove viveva con i genitori e il fratello Simone.

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sabato 26 agosto 2017

Fra Antonino Pisano: un’offerta gioiosa per i fratelli


Ritratto fotografico di fra Antonino
(ma penso proprio che sia un fotomontaggio) (fonte)
Chi è?

Antonino Pisano nacque a Cagliari il 19 marzo 1907, terzo dei sette figli di Stefano Pisano, pescatore, e Raffaela Monni. Quando ebbe sette anni, si trasferì con la famiglia, grazie al fatto che il padre aveva trovato lavoro come guardia daziaria, nei pressi del santuario cagliaritano di Nostra Signora di Bonaria, retto dai padri Mercedari.
Insieme al fratello Efisio, iniziò a frequentare il Circolo Cattolico San Luigi, una sorta di oratorio annesso al santuario e al convento dei Mercedari, e maturò la vocazione religiosa. A tredici anni entrò in convento come aspirante, ma ne uscì a causa di una grave forma di miopia, Trascorse quindi un breve periodo tra i Cappuccini, ma ne fu espulso per le calunnie di alcuni compagni.
Riconosciuto innocente e dopo aver ottenuto un paio di occhiali speciali, fu riaccolto dai Mercedari del convento di Bonaria e si applicò con attenzione agli studi per diventare sacerdote. Si offrì vittima all’Amore Misericordioso, seguendo l’esempio di santa Teresa di Gesù Bambino: con lo stesso spirito e in unione al quarto voto tipico dei Mercedari, si dispose a dare gioiosamente la vita per la conversione dei peccatori. Si ammalò quindi di tubercolosi e morì a Cagliari il 6 agosto 1927, a vent’anni.
Il suo processo di beatificazione si è svolto dal 1945 al 1957 nella diocesi di Cagliari. I suoi resti mortali riposano nel santuario di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari, ai piedi dell’altare maggiore, sul lato destro.

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venerdì 18 agosto 2017

Squarci di testimonianze #19: «Laura, una vita straordinaria» (ma resa con qualche libertà)


Un'immagine promozionale (fonte)
Lo scorso 11 agosto stavo saltando da un canale televisivo all’altro, per avere un po’ di musica di sottofondo mentre lavoravo al computer. Per sbaglio ho premuto il pulsante per andare al canale precedente e sono finita su Mediatext.it, dove stavano trasmettendo una telenovela in lingua originale con i sottotitoli. Dopo qualche istante, è stato trasmesso un breve spot, che non sono riuscita a trovare: in compenso, ce n’è una versione più estesa.
ATTENZIONE: per la presenza di scene di penitenze corporali pesanti, sconsiglio la visione a chi s’impressiona anche vedendo una sola goccia di sangue.



Incuriosita comunque dal titolo, l’ho cercato, scoprendo che si tratta di Laura, una vita straordinaria (titolo originale Laura, una vida extraordinaria), trasmessa dalla televisione colombiana Caracol nel 2015. La protagonista è la prima donna canonizzata di nazionalità colombiana: la serie è infatti nota anche come Laura, la santa colombiana.

sabato 5 agosto 2017

Cardinal Dionigi Tettamanzi, con il Vangelo come bussola

Stemma vescovile del cardinal Tettamanzi (fonte)

Chi è?

Dionigi Tettamanzi è nato a Renate, in provincia e diocesi di Milano, il 14 marzo 1934. A undici anni è entrato nel Seminario diocesano di Milano, frequentando prima la sede di Seveso, poi quella di Venegono Inferiore, dove ha completato il corso di Teologia. È stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1957 dall’allora Arcivescovo di Milano, monsignor Giovanni Battista Montini.
Nei due anni successivi ha risieduto presso il Pontificio Seminario Lombardo di Roma, frequentando allo stesso tempo la Pontificia Università Gregoriana. Nel 1959 ha conseguito il dottorato in Sacra Teologia, poi è rientrato in diocesi di Milano per insegnare dapprima nei seminari di Masnago e Seveso, poi, dall’autunno 1966, in quello di Venegono Inferiore, dove per oltre vent’anni ha tenuto la cattedra di Morale fondamentale. Nello stesso arco di tempo ha insegnato anche presso vari istituti teologici.
Dal 1987 al 1989 è stato Rettore del Pontificio Seminario Lombardo. Il 1° luglio 1989 è stato eletto Arcivescovo di Ancona-Osimo; è stato ordinato vescovo il 23 settembre seguente, nel Duomo di Milano. Il suo episcopato ad Ancona è terminato con la nomina a Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, avvenuta il 14 marzo 1991.
Il 20 aprile 1995 è stato nominato Arcivescovo di Genova, compiendo l’ingresso solenne il 28 giugno dello stesso anno. Dal 25 maggio 1995 al maggio 2000 è stato Vice Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
L'11 luglio 2002 è stato nominato Arcivescovo di Milano; ha compiuto l’ingresso solenne il 29 settembre 2002. Il 28 giugno 2011, con l’elezione del suo successore, il cardinal Angelo Scola, è diventato Amministratore apostolico della Chiesa milanese. Dopo l’ingresso solenne del nuovo Arcivescovo, ha risieduto stabilmente alla Villa Sacro Cuore di Tregasio di Triuggio. Dal luglio 2012 al luglio 2013 ha guidato la diocesi di Vigevano, in attesa della nomina del nuovo vescovo. È morto oggi, 5 agosto 2017, nella Villa Sacro Cuore; aveva 83 anni.

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domenica 30 luglio 2017

Padre Leopoldo Mandić, un’ombra luminosa


Padre Leopoldo fotografato
nella sua celletta-confessionale
pochi giorni prima della morte
(fonte: galleria fotografica del sito ufficiale)
Chi è?


N.B.: l’usanza cappuccina di una volta prevedeva che i frati fossero noti col nome religioso seguito dal cognome geografico, ma san Leopoldo è ormai noto col cognome al secolo e io mi adeguo.

Bogdan Ivan (in italiano, Adeodato Giovanni) Mandić nacque a Castelnuovo di Cattaro in Croazia (oggi Herceg-Novi, in Montenegro) il 12 maggio 1866, da Petar (Pietro) Mandić e Dragica (Carlotta) Zarevic, penultimo di sedici figli. La sua famiglia era stata un tempo benestante, ma era caduta in miseria.
Il 2 maggio 1884 iniziò il noviziato tra i padri Cappuccini a Bassano del Grappa: con la vestizione religiosa, in quella stessa data, assunse il nome di fra Leopoldo da Castelnuovo. Professò poi i voti temporanei il 3 maggio 1885 e quelli perpetui il 28 ottobre 1888. Fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1890 a Venezia, città dove aveva completato gli studi teologici.
Desideroso di dare la propria vita per la riconciliazione dei fratelli ortodossi con la Chiesa cattolica, fu inviato a Zara e a Capodistria, poi a Thiene. Dal 1909 e fino alla morte risiedette a Padova, salvo il biennio 1917-1919, quando, per non aver rinunciato alla cittadinanza austriaca, dovette essere destinato nel Sud Italia.
Nel 1923 fu nominato confessore dei cattolici sloveni e croati a Fiume, ma l’incarico gli fu revocato quasi subito, per intervento dell’allora vescovo di Padova, monsignor Elia Dalla Costa, che aveva accolto il desiderio del popolo padovano di rivolerlo tra loro. Padre Leopoldo tornò e, da allora, s’impegnò esclusivamente, a causa della sua balbuzie, nel ministero della confessione, dell’ascolto e della direzione spirituale.
Nel 1942 gli fu diagnosticato un tumore all’esofago, che lo portò alla morte il 30 luglio di quell’anno, nel convento di Santa Croce a Padova. Beatificato dal Beato Paolo VI il 2 maggio 1976, è stato canonizzato da san Giovanni Paolo II il 16 ottobre 1983.
La sua memoria liturgica cade il 12 maggio, giorno in cui compiva gli anni. I suoi resti mortali sono venerati nel Santuario a lui dedicato, in piazza Santa Croce 2 a Padova.

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